5 Consigli per sopravvivere all’espatrio

uunoCapiamoci. Trasferirsi all’estero non è proprio una passeggiata di salute come molti pensano. Certo che è un’esperienza meravigliosa, certo che è un qualcosa che ti fa sentire vivo e che ti apre la mente. Ma che sia facile no. Per niente.

Trasferirsi all’estero richiede una dose di flessibilità e determinazione che non sono facili da raggiungere e tantomeno da mantenere.

Se ci penso ora, io sono stata una folle. A 35 anni ho mollato tutto, a parte il mio lavoro, e me ne sono andata in un paese di cui non parlavo la lingua, in una città in cui non conoscevo nessuno. Sì, NESSUNO.

La mia è stata una scelta radicale, ho deciso di mettermi alla prova, di soddisfare il mio bisogno di rinascere. Ma i primi tempi non sono stati facili.

Ero abituata a vivere da sola. Ad avere la mia casa, i miei spazi. I miei amici. I miei “posti”. Le mie zone di comfort. Qui non avevo nulla di tutto questo. I primi tempi non dormivo di notte al pensiero che il giorno dopo sarei dovuta andare in un tale ufficio e “chissà se mi avrebbero capito”.

Ho cambiato tre case in pochi mesi, o meglio tre stanze. Ho convissuto con persone provenienti da tre paesi diversi (e non in età da Erasmus…). Ho dovuto drizzare le orecchie e studiare un minimo per imparare una lingua nuova. Ho dovuto abbassare le mie difese per conoscere persone nuove e creare relazioni. E soprattutto, limitare la mia “italianità” per fondermi con la cultura spagnola.

Questo credo sia il punto fondamentale. In questo anno e mezzo ho conosciuto tanti italiani e molti stanno vivendo questa esperienza come un vero e proprio incubo. Non hanno amici. Non vivono la città. Non riescono a integrarsi.

Il motivo? Sono troppo italiani.

Se si vuole sopravvivere all’esperienza dell’espatrio occorre per forza mettere da parte il senso di superiorità che ci contraddistigue e accettare la diversità del paese che abbiamo scelto come nuova casa. E fare un passo alla volta. Ogni giorno. Cadere e rialzarsi. Accettare di non avere la verità in tasca e dotarsi di una buona dose di umiltà.

Oggi mi sento quantomeno in equilibrio. Integrata in parte. Ma sono felice (piccoli momenti di nostalgia a parte).

Per cui ecco i 5 consigli per sopravvivere all’espatrio:

  1. Sostituisci le parole “migliore/ peggiore” con “diverso“. Il risotto è spettacolare, non ci sono dubbi. Ma lo è anche la Paella. Solo che è diversa. Ho reso il concetto?
  2. Non credere che solo perché parli italiano tutti ti capiranno. Sei tu che ti sei trasferito in un paese straniero. Quindi sei tu che devi muovere il sederino e imparare lo spagnolo. Perché poi va a finire che ti lamenti se non trovi lavoro e quando vai in banca (o qualunque altro ufficio) non capisci un’acca e finisce che non riesci a fare quello che desideri fare. Sei sicuro che sia colpa “loro”?
  3. Fai un passo alla volta. Ogni mattina che ti svegli rappresenta una nuova sfida. Respira. Decidi che obiettivo vuoi raggiungere quel giorno e provaci. E se non ti riesce, provaci ancora il giorno dopo. Un passo alla volta.
  4. Crea contatti. Trova il modo per conoscere gente del posto. Non dico di non frequentare la comunità italiana (io l’ho fatto i primi tempi) ma non limitarti a quella. Taglia il benedetto cordone ombelicale con la dolce vita e sfrutta ciò che di meraviglioso ha da offrirti la cultura spagnola. Davvero ti sei trasferito per andare a mangiare la pizza a Valencia tutti i Sabato sera??? E soprattutto, è il modo più facile di imparare lo spagnolo!
  5. Informati. Prima di fare, informati. Documenti, procedimenti, affitto casa, lavoro eccetera eccetera. Siamo nel 2016 ed esiste una cosa chiamata Google. Ogni informazione di cui hai bisogno è lì. Cercare di capire come funziona il sistema qui prima di scendere in strada (e magari anche prima di trasferirti) è qualcosa di fondamentale per evitare di perdere tempo e una buona dose di sanità mentale.

E se poi ogni tanto ti scende una lacrima, beh, non c’è niente di male. Io qui a Valencia sto divinamente bene, ma pensi davvero che a volte non mi manchino i pranzetti di mia madre e gi abbracci delle mie amiche? Sì…solo che ne vale la pena. Ogni giorno.

Hasta Luego!

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...