Guida alla Fallas – 5 Miti da sfatare

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Mi ero riproposta di aggiornare questo blog durante Las Fallas di quest’anno ma non c’è stato verso. Sono stati cinque giorni totalizzanti, in cui ho dormito poco, mangiato e ballato e riso molto.

L’anno scorso è stata la mia prima Fallas e mi aveva lasciato a bocca aperta; me n’ero andata in giro per la città a bocca aperta, sola, di giorno e di notte, cercando di vivere tutto quello che potevo. Da turista, quasi.

Quest’anno invece è stata la mia prima VERA FALLAS. Perché grazie a quel sant’uomo del mio compagno valenciano, ho vissuta la festa come davvero va vissuta.

E andandome in giro di qua e di là, sentendo i discorsi dei tanti italiani che riempivano le strade, ho deciso che il primo articolo che avrei scritto non appena passata la follia fallera sarebbe stato per sfatare i tanti miti e i pregiudizi che ruotano intorno a questa festa.

Ecco la lista dei 5 miti da sfatare:

  • Sono matti! Questa è la frase in italiano che più ho sentito dire in questa Fallas. Le persone restano sconvolte  il giorno della Cremà. Come si fa a metterci un anno per costruire statue grandi come palazzi e poi bruciarle? In realtà non sono poi così matti, se ci pensate bene. Las Fallas rappresentano il ciclo della vita…tutto nasce e tutto si distrugge e tutto ricomincia. Così è. E non esiste nessun elemento al mondo che purifichi più del fuoco. Durante la cremà si butta via tutto il “male” dell’anno appena passato, tutte le cose vecchie, tutto ciò di cui ci si vuole liberare. Una sorta di capodanno catartico. E si ricomincia. Con la certezza che dopo 365 saremo ancora qui, a vivere di nuovo la festa, a ributtare via tutto quello che non ci è piaciuto negli ultimi 12 mesi. Sono davvero così matti?
  • La Fallas dell’Ayuntamento è l’ultima a bruciare. Dimenticatevelo. Quest’anno ho visto la cremà di una fallas di barrio alle due di notte. E non perché, come alcuni sostengono, los falleros sono in ritardo o perché vogliono essere gli ultimi. Semplicemente perché per legge devono essere presenti i pompieri e, per quanto siano tanti, non possono arrivare ovunque. A parte le fallas delle sezioni speciali, le fallas di quartiere possono venire bruciate anche alle 3 di notte. No bomberos, no party.
  • I bambini di Valencia hanno tutti le mani mozzate. Li avete visti? Maneggiano centinaia di petardi come fossero lego e…no pasa nada.E non succede niente perché sono abituati fin da piccoli a maneggiarli nel modo giusto, con cautela, a girare durante la Fallas con la loro scatola di legno piena di esplosivi appesa al collo. Non succede niente perché i loro padri, prima di loro, hanno fatto lo stesso. Perché hanno solo cinque giorni all’anno per darsi alla pazza gioia..O forse perché semplicemente, come dicono loro, il loro sangue è valenciano.
  • Con tutto quello che bevono chissà cosa succede! Nulla. Non succede nulla. Chi ha partecipato alla Fallas lo sa. Uomini donne, adulti, anziani e bambini, sono tutti per le strade, tutti senza paura. Non succede nulla, nonostante le strade diventino fiumi umani e la gente beva fino a non poterne più. Las Fallas non è San Firmino, dove lo scopo principale è sfondarsi. Las Fallas è voglia di ridere, di stare insieme, di ballare per strada, di appropriarsi della propria città per 5 giorni.
  • I monumenti Falleros sono fatti di legno. No, i monumenti falleros non sono fatti di legno, come alcuni pensano. Sono fatti di poliuretano espanso; solo la struttura base è di legno. Davvero pensavate che il legno potesse produrre un fumo così nero e denso???

Se vuoi saperne di più visita la mia pagina Facebook https://www.facebook.com/italianavalencia/

Hasta pronto!

 

 

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